sabato 3 novembre 2007

Primi 3 giorni ad Almaty

Sono passate poco meno di 72 ore dal mio arrivo ad Almaty, certo poco per farsi un’idea precisa, ma abbastanza per raccontarvi qualcosa di questo mio nuovo lavoro/vita. Non ho trovato ancora il mezzo di comunicazione ideale, ma ci sto lavorando… ma ancora più importante, non ho trovato il modo di dare un filo logico ai miei pensieri… Non volevo e non riesco a fare una specie di diario, forse perché è troppo presto, forse perché non ho ancora inquadrato la situazione, o –meglio- perché nn ne sono capace.
Quindi scrivo dei pensierini come alle elementari… così come i flash delle giornate passate mi tornano alla mente.
In questo momento sono in salotto a scrivere al computer portatile, che per fortuna ho portato con me. Ma non sono stato altrettanto previdente da portare una semplice riduzione da presa Shuco (quella tonda) onnipresente in KZ alla banalissima presa italiana a 3 spinotti! Potete vedere in una foto che ho allegato il sistema che McGyver, il mio eroe televisivo, mi ha suggerito in sogno. Infatti sono stato nel più grande ipermercato di Almaty… ma di riduzioni non ne ho trovata neanche una.
Stasera ho mangiato in appartamento. Qualcosa di leggerino come al solito: qualcosa tipo frittelle della sagra (che avevo comperato pensando fossero crocchette di patate) e qualcosa tipo i “tirtlen” altoatesini (pasta quasi sfoglia, ripiena di una fettina di manzo e cipolle). Il tutto innaffiato da CocaCola e acqua minerale (che costano quasi uguali).
Sono reduce da 2 gg di kebab (che qui chiamano in altro modo) intriso di ketchup (che odio)… pur avendo tentato x 2 volte di impedire che si compisse lo scempio… ovvero mettere l’odiosa salsetta americana in uno spuntino mediterraneo/asiatico meraviglioso! Niente da fare! Il ragazzo del kebab non ne vuole sapere: o con il ketchup e la maionese oppure niente kebab!
Il KZ è un posto strano… cavolo a volte pensiamo in una occhiata di inquadrare la situazione… che tutto sia più o meno occidentalizzato-americanizzato-europeizzato… ma qui siamo in Asia… in Oriente!
E in un oriente conquistato dai russi! Ma rimangono ad Almaty, città di passaggio e di commerci, quasi 100 etnie diverse che vivono e lavorano a stretto contatto.
Se non sai il russo qui, non puoi combinare nulla. Sai un po’ di inglese? Puoi andare ovunque… tranne qui!
Certo, per mangiare si combina, basta mostrare i soldi e indicare, oppure sapere interpretare figure, numeri, colori…
E poi c’è il cirillico! In cui le lettere sono in granparte uguali all’alfabeto occidentali… ma hanno un suono completamente diverso: C è esse, P è erre, H è enne, e via cosi…
Insomma, penso che questi e i prossimi giorni li passerò a casa da solo con il mio portatile.
Anche perché sono senza passaporto (ce l’ha la ditta per fare il permesso di lavoro) e girare per la città per uno straniero senza passaporto può significare rischiare di finire in commissariato o, nel migliore dei casi, trovarsi a pagare una sommetta al poliziotto di turno (con dei buffissimi cappelloni tipo armataRossa) perché chiuda un occhio…
I miei colleghi? E chi li vede fuori dall’orario di lavoro?
Sono tutti qui da almeno 5 mesi e si vedono qualche volta tra loro… io sono l’ultimo arrivato e penso di non essergli così simpatico… boh? Vedremo come va la gita di domenica. Sì, domenica4 si va in gita al GranCanyon kazako… a circa 200km da Almaty. Andiamo via in 11 con un pullmann organizzato apposta per i pochissimi turisti. Costo della gita: 18000TT tenghè (11euri circa).
Italiani al lavoro in cantiere ce ne sono quasi 30, dai 65 ai 28anni… io sono il più giovane e la matricola del gruppo e forse un poco invidiato da tutti. Infatti sono arrivato in aeroporto e subito sono stato portato nel mio appartamento (ma nn ho ancora disfatto le valige per paura di dover cambiare appartamento, per andar ein uno più piccolo), mentre tutti sono finiti almeno una settimana al famigerato Hotel Kazakistan… uno è rimasto addirittura 3mesi!
Oggi, inoltre, mi hanno dato una scrivania e pure un computer (provvisorio) per lavorare! Dopo solo 2gg di triste attesa! Forse si erano rotti di vedermi vagare per gli uffici cercando qualcosa da fare per far passare il tempo… mercoledì e giovedì mi sarò bevuto 10caffè al giorno, 2litri di acqua del boccione, avrò fatto 30volte pipì e macinato chilometri sullo scricchiolante pavimento degli uffici (che sono in un super container di circa 40x12metri su 2 piani.
Ah… poi ho avuto anche il cellulare e la sim aziendale… insomma tutto quello che gli altri hanno avuto in settimane di attesa… io l’ho avuto in 2gg. a parte questo... boh? Mi sembra non funzionino molto bene le cose in questo cantiere. E io che mi stupivo di qualche situazione in Italia… qui siamo proprio indietro!
Un cantiere enorme… come forse ce ne sono in periferia a Milano… con 10 gru da 50-70 metri di altezza per 60-65mt di sbraccio, 2-300 operai… in cui però regna sovrana l’anarchia e l’ignoranza. Muri storti, cemento armato che si sbriciola, tondini montati al contrario… i responsabili italiani (con anni di esperienza all’estero) girano la testa e gli operai kazaki ne combinano una delle loro…

Beh… per oggi concludo qui il racconto. Anche perché vorrei fare un riposino, visto che alle 6:30 suona la sveglia e un’ora dopo si inizia a lavorare… poi pausa pranzo alle 13:30-14… giusto mezz’oretta… e via fino alle 18. Questo è l’orario invernale… quello estivo era ancora più lungo!
Qui in appartamento, come in ufficio, fa un caldo tropicale: dormo e mi muovo in maniche corte, mentre fuori comincia a fare freschetto… quasi zero gradi la mattina. I kazaki sopportano il freddo fuori, ma in casa vogliono il tropico! … tanto loro hanno petrolio e gas naturale in quantità… perché mai porsi il problema di risparmiarli?!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao sono stato ad Almaty a settembre e anche io ho avuto lo stesso problema con il kebab :)