Ma altre dovrebbero essere le notizie importanti che dovrebbero circolare... Ma la situazione "strana" di questo Paese fa si che tutto, nonostante l'apparente trasformazione capitalista-liberalista, continui a marciare come quando qui a comandare era direttamente Mosca. Controlla l'informazione e otterrai cio' che vuoi. E anche noi italiani ne dovremmo sapere qualcosa a questo proposito!
Comunque, parlando di informazione LIBERA, mi ritorna in mente un'articolo inviatomi da un buon amico, che da fine geopolitico mi ha aperto un mondo che prima non conoscevo. Quello di PeaceReporter, un associazione che unisce giornalisti freelance, che parla atraverso un bel sito internet: http://www.peacereporter.net
Di seguito riporto un pezzetto di un articolo di Pablo Trincia sulla citta' dove ora sto vivendo. Per leggere l'articolo completo (molto piu' interessante delle mie banali considerazioni su questo Paese), cliccate sul link: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=231
"... Muoversi per Almaty è ancora più facile che in una città europea. Basta fermarsi al bordo di una strada e distendere appena un braccio, che tre o quattro macchine quasi si scontrano, inchiodando per ‘offrire’ un passaggio. I conducenti non sono tassisti, ma operai, commercianti, impiegati, che per arrotondare i magri stipendi di fine mese si improvvisano chauffeur in cambio di qualche banconota. “Dove andate? Almalikskij Payòn? Sulla Marcova? Alle saune Karasan? Fanno cento tenghe. Trecento. Cinquanta”. Uno di questi tassisti dell’ultimo minuto è Pajil. I suoi tratti sono marcatamente asiatici, i modi gentili, adora Toto Cutugno, un vero idolo da queste parti. Nato in Kazakistan da genitori provenienti dalla vicina Mongolia, insegna lingua kazaka all’università di Almaty. Dopo l’indipendenza dall’Urss, in tutte le repubbliche dell’Asia centrale i governi locali hanno deciso di ricostruire l’identità e la cultura irrimediabilmente sovietizzate partendo proprio dalla rivalutazione della lingua nazionale. Eppure Pajil fatica a portare a casa la spesa per sua moglie e per il suo figlioletto di due anni. ”Perciò è semplice, se qualcuno allunga un braccio lo porto dove vuole, così arrivo a fine mese senza troppi patemi d’animo. Se anche il nostro Paese è ricco, la maggior parte di noi, quei soldi non li vedrà mai." [...]
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