Andare in un supermercato, come pure -come ho già raccontato- al mercato popolare, è una fondamentale esperienza di conoscenza della vita quotidiana di un luogo, Paese, cultura.
In fondo questo luogo è uno dei più frequentati dalle persone, almeno nei paesi industrializzati ed avviati verso il vortice del consumismo, via-via più sfrenato.
Le prime visite ai piccoli supermercati di Almaty sono state più che altro delle esplorazioni sempre più meticolose alla ricerca di prodotti conosciuti, di marchi già visti, di prodotti internazionali,… E poi si sbircia il contenuto dei sacchetti e delle confezioni trasparenti, si agita per sentire la consistenza e il peso, poi si cerca di annusare e capire se l’odore proviene da dentro la confezione o dall’ascella del cliente che ti sta a fianco…
Dopo poco ecco sorgere i dubbi amletici di fronte alla schiera di cartoni del latte; sarà latte di vacca o di pecora o di cammello? E sarà intero, parzialmente o totalmente scremato?... no perché c’è anche un latte con il 15-20% di grasso… quasi bere panna!
Oppure inquietudine di fronte alla riga delle scatolette di latta; qui inscatolano tutto… ma proprio tutto! Dalle uova, alla carne di tutti gli animali di terra, di aria e di mare! E il tonno… in quale scatoletta sarà contenuto? E allora via a tirare fuori l’ABC di zoologia che noi tutti abbiamo imparato all’asilo o, alla peggio, alle elementari: cerchiamo la figurina di un tonno! ma se poi ci ritroviamo a mangiare delfino o qualche altro grosso pesce? … rischiamo! E ci è andata bene al 90%... abbiamo aperto ed era tonno… anzi, scarti di tonno al naturale, niente olio… una schifezza che neanche il gatto l’avrebbe mangiato!
Ma è divertente –a pancia piena- avventurarsi tra gli scaffali dei negozi di alimentari e scoprire che anche nei succhi di frutta i kazaki si sono sbizzarriti, mescolando tutta la frutta conosciuta in centinaia di abbinamenti, compresi quelli con la verdura (che qui si equivalgono, pure sulla pizza… vedi pizza pomodoro, formaggio, kiwi, olive, pesche e prosciutto).
E come dimenticare la sfilza di prodotti tipici dell’area centroasiatica o russa… come il kifir (latte acido con lievito), i manti (ravioli al vapore), le melasse di frutta (che avevo scambiato per marmellate avariate), i wusteloni di tutte le dimensioni colori (unico salume tipico, insieme ai salami di pecora o cavallo),…
Insomma, la morale della storia è che qui potete vivere quotidiane avventure gastronomiche anche in un semplice supermercato, comprese belle o brutte sorprese al momento della cerimonia di apertura di oscure o ingannevoli confezioni vergate con imperativi caratteri cirillici… e buon appetito!
FOTO: un vassoio di un pranzo tipico italo-kazako presso la mensa di cantiere.
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