Certo il Presidente di una Repubblica, solitamente, oltre ad essere primo tra tutti i cittadini è anche un po’ il padre collettivo, il garante dei diritti e dei doveri, un esempio di rettitudine e di impegno civile, guida morale, eccetera-eccetera… Quando penso ad un Presidente, penso a Napolitano, alle sopracciglia di Ciampi o a quelli che lo hanno preceduto, fino alla pipa di Pertini (più in la non ho ricordi), e riconosco in loro queste caratteristiche.
Perciò non farei fatica ad immaginarmi Nursi, quest’uomo di stirpe centroasiatica, faccia tonda come una luna piena, pelle liscissima -che sembra il sederino di un bambino-, grandi occhi a mandorla e corporatura di chi non ha mai sofferto la fame, come il rappresentante delle migliori caratteristiche del suo popolo… ma la realtà è diversa dall’apparenza.
Nella mente di quest’uomo, se non ricordo male successore di Krushov come segretario di uno dei più forti partiti comunisti tra quelli delle Repubbliche Sovietiche, il futuro del suo Paese splende come un sole... come il sole dorato al centro della sua bandiera. E lui forse è l’aquila, che sembra sostenere con le sue ali uno stato grande come l’intera Europa, con la sua forza, le sue amicizie, il suo denaro, in una parola… il suo Potere.
All’estero (qui nel paese sembra non ce ne siano), i malpensanti mormorano di una scalata al potere iniziata negli anni dell’Indipendenza da Mosca (1990-91) con l’ingresso devastante del “capitalismo” in quasi tutti i Paesi dell’ex-blocco Sovietico. Liberalizzazioni selvagge e/o ben pilotate hanno messo nelle mani di una ristretta oligarchia, spesso di derivazione partitica, immense ricchezze. Petrolio, gas, uranio, nickel e una miriade di altri minerali hanno e stanno facendo la fortuna di pochi e la fame di molti.
Ma qui l’apparenza, ancora dopo oltre 3 lustri, è salva. Certo non siamo agli eccessi di Saddam o degli altri padri-presidenti che seminano la loro icona e i loro murales ovunque… ma poco ci manca.
Girando per le strade di Almaty, da qualche anno depauperata del suo ruolo di città capitale, puoi vedere o leggere (se sai il cirillico) centinaia di certelli e manifesti inneggianti al Kazakhstan del futuro… e la data della rinascita è già stata fissata: 2030!
Tra 23 anni potremo tutti atterrare all’aeroporto di Almaty o di Astana (la nuova capitale), guardarci intorno e… sentirci finalmente in un paese moderno.
Tutto è già scritto. Relazioni, tabelle di excel, presentazioni di powerpoint… tutta la suite di programmi di billgates ha lavorato per produrre il programma della rinascita.
Via la vecchia e polverosa aquila! Avanti con l’incubazione del nuovo uovo per far nascere un aquilotto dinamico e giovane… che pure la Svizzera potrebbe invidiare…
Sì Svizzera! Il modello di questo futuro è il piccolo staterello abilmente neutrale…
MAH? Che dire? Nulla di più… altrimenti potrei avere problemi con il KGB, che ha cambiato nome, ma non fiuto e mezzi per scovare sovversivi, spie e dissidenti…
Di una sola cosa sono certo: hanno 23 anni per perfezionare almeno la cioccolata!

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