Qui il cantiere sta iniziando a spopolarsi. Tra pochi giorni sara' Natale e qui si lavorera' normalmente, certo con maggiore tranquillita' e con un panettone a pranzo, ma pur sempre seduti dietro una scrivania o fuori a -7gradi a gettare il calcestruzzo o innalzare muri di mattoni. Non e' un grande modo di festeggiare, di prendersi una pausa dalla vita quotidiana, per dedicarsi a se stessi.Ma viviamo in una cultura diversa, molto meno impregnata di tradizioni religiose (ne' cristiane, ne' musulmane), probabilmente spazzate via -gia' deboli- dalla potenza atea sovietica nel secolo scorso.
Un popolo senza radici, o con radici molto, troppo deboli. Una nazione grande ma con tante identita' incoerenti tra loro (1oo etnie diverse, dai cinesi dell'est ai russi del nordovest).
Saranno feste difficili per uno che da sempre le ha vissute con attesa e gioia, con momenti di riflessione e raccoglimento. E poi non ci saranno i ragazzi del mio Clan, a stressarmi quanto farmi morire dalle risate durante la Route invernale in qualche casetta in montagna...Un popolo senza radici, o con radici molto, troppo deboli. Una nazione grande ma con tante identita' incoerenti tra loro (1oo etnie diverse, dai cinesi dell'est ai russi del nordovest).
Tutto questo gia' mi manca, ma forse piu' passeranno le ore e i giorni e piu' sentiro' che la mia vita non e' completa senza questi momenti di festa. E di festa in compagnia di qualcuno, perche' festeggiare da soli non ha molto senso.
Tra qualche giorno gli italiani qui si dimezzeranno ulteriormente e rimarremo in 3-4 a far marciare il cantiere a ritmo ridottissimo. Ma questa sara' un'altra avventura da raccontare...
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