lunedì 4 agosto 2008

oscuri delitti contro l'arte.

Chi non ha visto nè ha mai sentito parlare della distuzione dei Buddha di Bamiyan ad opera dei terribili, esecrabili, ignoranti, integralisti... Talebani, in Afghanistan?

E quanti di voi invece hanno mai sentito nominare il complesso monastico cristiano chiamato David Gareja?

Penso un confronto in questi termini (di conoscenza del fatto) sia improponibile, eppure i due luoghi qualcosa in comune ce l'hanno.

I 2 complessi religiosi, prima ancora che artistico-architettonici hanno più di un filo rosso che li accumuna, ma il più importante è quello rappresentato dalla sorte che ad entrambi è spettata negli ultimi vent'anni, ovvero l'essere stati distrutti a cannonate.

Ai Buddha ci hanno pensato i Talebani, che come è assodato sono stati foraggiati ed ben istruiti dagli USA in funzione anti URSS, durante l'invasione sovietica dell'Afghanistan.
Al monastero di David Gareja ci hanno pensato i giovani soldati sovietici, che per addestrarsi alla guerra in montagna contro i temuti Talebani, si allenavano a sparare cannonate dalla steppa azera verso le grotte affrescate ed abitate dai monaci eremiti, in territorio georgiano.

Il risultato della stupidità umana anche sull'arte è sempre lo stesso: uno sterile nulla, con intorno solo macerie e ricordi di qualcosa che sembrava troppo inutile al mondo per essere lasciato lì a testimoniare una storia o una esistenza millenaria.

E poi, dulcis in fundo, gli sciacalli. Turisti, o meglio... vandali armati di penne, sassi, cacciaviti, per entrare anch'essi nella storia incidono -come preistorici homini sapiens- il loro nome o i loro profondissimi pensieri sui poveri e veneratissimi resti di affreschi bizantini del '300, come a cercare di scavalcare con un piccolo gesto idiota la grande storia del cristianesimo (o del buddhismo o dell'islam o dell'induismo,...).
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