ieri è stata una giornata strana, agitata, preoccupata. Le voci parlavano già dalla mattina di un riaccendersi del conflitto tra l'esercito georgiano e i separatisti dell'Ossezia del Sud, difesi da una forza teoricamente neutrale di interposizione formata al 95% da militari russi.
Ieri sera le voci sono diventate realtà e abbiamo scoperto, durante la cena nel solito ristorantino, frequentato dai dipendenti della nostra ambasciata, che la situazione non era affatto semplice nè tranquilla.
Ma qui in città tutto è calmo, tutti sono preoccupati per un parente o per un amico che magari è stato chiamato -da riservista- a prendere le armi in pugno, ma non ci sono timori per la capitale e per i territori circostanti.
La nostra ambasciata è in contatto con noi e con il nostro cantiere, e ci avviserà immediatamente qualcora la situazione dovesse cambiare in peggio. Mi spiace molto in questo momento per il popolo georgiano, che per l'ennesima volta subisce l'arroganza russa, mentre il mondo legge quasi esclusivamente le notizie diffuse dalle potenti agenzie di stampa moscovite.
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Ieri sera le voci sono diventate realtà e abbiamo scoperto, durante la cena nel solito ristorantino, frequentato dai dipendenti della nostra ambasciata, che la situazione non era affatto semplice nè tranquilla.
Ma qui in città tutto è calmo, tutti sono preoccupati per un parente o per un amico che magari è stato chiamato -da riservista- a prendere le armi in pugno, ma non ci sono timori per la capitale e per i territori circostanti.
La nostra ambasciata è in contatto con noi e con il nostro cantiere, e ci avviserà immediatamente qualcora la situazione dovesse cambiare in peggio. Mi spiace molto in questo momento per il popolo georgiano, che per l'ennesima volta subisce l'arroganza russa, mentre il mondo legge quasi esclusivamente le notizie diffuse dalle potenti agenzie di stampa moscovite.
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