La telefonata che aspettavamo è arrivata stasera, mentre cenavamo pensierosi, in un ristorante semivuoto. Era l'Ambasciata d'Italia a Tbilisi.
Domani pomeriggio dei pullman partiranno verso l'aeroporto della capitale della vicina Armenia, Yerevan, per portarci tutti gli Italiani residenti a Tbilisi e nelle città vicine. Il ministero degli esteri italiano ha deciso che è più sicuro che tutti i connazionali ritornino in patria, in attesa di un cambiamento in positivo della situazione in Georgia.
Domani preparerò la valigia per queste ferie forzate, in questa atmosfera surreale di guerra, che guerra non è... almeno qui in città e nel 90% del Paese.
Preparerò una valigia leggera, voglio lasciare qui una parte delle mie cose, con la speranza di ritornare presto e riprendere il lavoro per cui ero arrivato. Ma soprattutto lascio con tristezza quesi amici georgiani, soli contro l'arrogante governo russo.
Buona fortuna, kargat Sakartvelo!
Domani preparerò la valigia per queste ferie forzate, in questa atmosfera surreale di guerra, che guerra non è... almeno qui in città e nel 90% del Paese.
Preparerò una valigia leggera, voglio lasciare qui una parte delle mie cose, con la speranza di ritornare presto e riprendere il lavoro per cui ero arrivato. Ma soprattutto lascio con tristezza quesi amici georgiani, soli contro l'arrogante governo russo.
Buona fortuna, kargat Sakartvelo!
Nessun commento:
Posta un commento