Ma qui oltre all'aspetto più colorato, evidente, famoso e stigmatizzato della globalizzazione, ce ne sono altri secondo me più subdoli ed interessanti da comprendere. In Paesi come questo, dopo qualche giorno-mese, ti accorgi che è il caos la vera nebbia coprente.
Il traffico, l'incuria, la sporcizia, il non-finito penso siano segnali di una società che vorrebbe stare al passo con l'occidente americanizzato... ma non ce la fa.
Sanno che per essere al top bisogna avere tutti un'auto: e allora tutti a comperare un'auto, magari un rottame che fuma come una vaporiera, uno scarto del mercato europeo con motore Euro-1.
Per essere al top ci vuole il cellulare? e trak! tutti a comperare l'ultimo modello di cellulare e a montare antenne ovunque, anche sulle cime di montagne prima inviolate o in mezzo a paesaggi incontaminati, per avere 5tacchette di campo ovunque!
E via così...
Certo che non solo questa è globalizzazione, ma questi sono gli aspetti più negativi. Sono quelli che soffocano la cultura, la storia di un Paese, che aggrediscono le persone che si sentono in qualche modo inferiori rispetto all'occidente, che spingono la società a sbilanciarsi per raggiungere standard che andrebbero conquistati con pazienza.
E un peccato vedere una città antica, come tutte le città e i paesi di queste terre, rovinata dalla smania di essere moderna e "al passo con i tempi".
Mentre magari da noi in Italia, lo Sgarbi-sindaco di turno vende le case di un paese ad un euro per "incentivarne il recupero dov'era-com'era", costruendo dei falsi storici eclatanti e cercando una bizzarra via alla de-globalizzazione.
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