lunedì 5 novembre 2007

sabato 3 novembre 2007, ore 21.

Normalmente di sabato sera si esce… anche qui ad Almaty. Ma stasera mi sa che mi concederò un’altra sera da vecchio muratore. Sarei curiosissimo di uscire e mi sembra una stupidata starmene quasi rinchiuso in appartamento a cazzeggiare in attesa che arrivi il sonno (che non ci mette poi molto ad arrivare).
Ma vado a letto soddisfatto per una giornata tutto sommato soddisfacente… a parte la chicca di questa sera. Da bravo casalingo… o meglio spinto dalla curiosità e da un motivo pratico, che spiegherò + avanti, mi piego sulla lavatrice (nuova fiammante) chiudo l’oblo… poi tento di aprirlo… ma la mia forza sovrumana (evidentemente sviluppatasi in questi giorni di nullafacenza) ha la meglio sulla fragile maniglia di plastichina. Risultato: lavatrice chiusa, forse per sempre, con i miei calzini sporchi dentro!
Non riesco neanche con le pinze ad aprirlo… chessò? Avrà una sicura anti apertura accidentale? Boh? Staremo a vedere se si apre da solo…
Mangiare e vivere da soli in queste condizioni comincia ad essere pesantino.
Ritorno a casa con 3 simpatici capisquadra, 2 friulani e un portoghese verso le 19:40. Il viaggio dal cantiere a casa dura una mezz’oretta (15min al mattino) a causa degli ingorghi terrificanti che attanagliano tutte le città dell’Asia, più di quelle degli altri continenti. Il viaggio è un rito, come ce ne sono molti altri durante la giornata.
Il cantiere, come penso la fabbrica, la miniera ed altri luoghi di fatica, esigono i loro riti. E qui il rito del viaggio si fa accendendo la radio sulla frequenza meno kazaka possibile (91,7 che trasmette nenie italo-francesi alternate a ballate russe e ritmi spagnoleggianti). Si parla del tempo secco, della polvere e dello smog che provoca,… delle donne kazake che aspettano l’autobus per strada,… delle auto assurde che circolano per le strade,… e naturalmente del lavoro!

Poi arrivato sotto casa che faccio?

Vista la desolazione della mia cucina e del mio frigo, ogni sera decido di andare nel minimarket sotto casa e acquistare qualcosa da mettere in dispensa… e sotto i denti (visto che per il pranzo si combina nella lussuosa mensa di cantiere).

Ma una volta entrato subito m’intristico: questi posti qui sono tragici e tristi. Prodotti artificiali coloratissimi, dagli odori fortissimi e pungenti, la carne che aspetta da giorni un compratore, lo smisurato bancone dei pasticcini che contiene sempre i medesimi articoli almeno da 3 giorni…
E poi la frutta e la verdura, carissime e fiape che neancha i porsei… e i salumi, limitati a 2 sole categorie: salami e wurstel.
Allora, visto che domani è domenica e in cantiere si è organizzata una gita al Grand Canyon locale, mi devo attrezzare con il pranzo al sacco: ma che cosa comperare, non sapendo una parola di russo ed essendo il personale assolutamente scorbutico con tutti, stranieri compresi?
Vado a naso e a occhio… panini con il tonno! Molto scoutistico, economico e semplice!
Così ho scoperto che qui vivono di scatolette: tonno, sgombro, acciughe e una buona decina di altri pesci che non riconosco… tutti in scatola e ad un prezzo accettabile.
Trovato il tonno (spero di averlo riconosciuto dal disegnino), trovato il pane fresco (spero non fritto), preparato lo zainetto… domani alle 7:30 si parte.
I miei colleghi più “anziani” ed esperti di vita kazaka stasera escono in discoteca e da quanto dicono, verranno direttamente alla partenza del pullman domani mattina… tanto si può sempre dormire durante i 200km di strada verso il Canyon.
La mia preoccupazione di oggi riguardava il furto che Suarez (il portoghese) ha subito ieri mentre eravamo in cantiere. I ladri sono entrati in appartamento a colpo sicuro, dopo aver raccolto appunti sui suoi orari di lavoro (come fanno sempre). Sono entrati in appartamento, che dista dal mio poco più di 200metri, scassando due cilindretti speciali (forse con l’azoto liquido) e, dopo aver rovistato in tutto l’appartamento, portando via un paio di guanti, dei RayBan tarocchi, 2 mele, 1 cartone di succo di frutta e… una macchinetta taglia-peli-del-naso! Cavoli questi sono proprio disperati!
E io che faccio? Cavolo… posso portare con me al lavoro (un altro posto a rischio) il computer e tutti gli accessori… ma le scarpe? I pantaloni, i maglioni, i giubbotti? Questi non sono come i topi italiani che portano via solo contanti e cellulari… No, questi aprono pure il frigo e se trovano la spesa si portano via pure quella. Tanto la polizia è tutta occupata a dirigere il traffico, fare multe e prendere mazzette dagli stranieri (riconoscibili in strada dalla targa gialla, invece che bianca).
Dopo aver cenato, stasera sono andato alla ricerca dei luoghi più sicuri dove nascondere ciò che non posso portare quotidianamente con me… ma è una pia illusione nascondere qualcosa in 50metriquadri sapendo che un ladro ha a disposizione 10 ore per cercare!
E’ una partita persa! C’è solo da sperare che non ti prendano di mira e comportarsi con attenzione. Mi dicono i capisquadra di fare attenzione a non essere troppo abitudinario, di osservare se qualcuno ti punta per strada, ecc,… mah?! Speriamo bene…

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Giulio!!!Torna a casa vivo mi raccomando!!!
Fiume Veneto city ti aspetta!!

Cip

Anonimo ha detto...

Caro Giulio...ma non sai che bisogna aspettare che la lavatrice sblocchi l'Oblomov prima di aprirlo? Una volta aspettato, non serve la forza sovrumana di un ninja, ma basta il dito di una casalingua fiappa! Altrimenti, se passi e per sbaglio col ginocchio del tennista urti il sportelino, ti allaghi tutta la casa! Pensa che magari hai già le cimici nell'appartamento (quelle che ti spiano, non quelle vere, che trovi anche in scatolette al supermercato)! Sdrammatizzo "Ich lache mit dir, ich lache nicht ueber dich!" (rido con te, e non di te), che sei scout e ti sai adeguare degnamente alle cose della vita. Resisti e faglielo vedere tu, facendo tesoro di tutto ciò che potrai imparare!

Mandi cojon!

pieranonimovenexiano