Aria di resa dei conti si respira a settimane alterne qui in Georgia, parlando della situazione geopolitica e dei rapporti tesi con la vecchia madre-padrona russa. Pochi sono i giornalisti che raccontano, soprattutto a noi "occidentali" la storia in modo il più possibile obiettivo. La storia delle due regioni separatiste dell'Ossezia e dell'Abkhazia si trascina oramai da anni e non sembra trovare soluzioni pacifiche nel breve termine. Potete già immaginarvi chi sono i grandi burattinai di questo micro-conflitto, che di "micro" ha solo le dimensioni delle aree coinvolte, ma non gli interessi gepolitici ed economici, legati all'energia (petrolio e gas). USA e Russia, le eterne rivali, ancora superpotenze militari (visto che le vere superpotenze numeriche sono la Cina e l'India), giocano a braccio di ferro anche in questa regione a sud della catena del Caucaso.Tra qualche anno a Soci si svolgeranno le Olimpiadi Invernali: che ne sarà di questo strano conflitto, che ha poco degli aspetti della guerra classica e, contemporaneamente, poco della guerra sporca che sta interessando altre regioni dell'Asia.
Pel le strade di Tbilisi, la vita scorre tranquilla e quasi indifferente rispetto a quello che sta succedendo a qualche centinaio di chilometri da qui. Tutti stanno aspettando le mosse dei 2 burattinai: chi si muoverà per primo e metterà in scacco l'altro? Chi avrà il coraggio di intervenire e rimettere in pace le regioni, storicamente georgiane?
Un altro conflitto locale si trasformerà in una tragedia invisibile agli occhi del mondo delle Borse che contano, così come ai nostri, oramai miopi ed assuefatti?
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